Il galateo dello sposo

Perché lo sposo non indossa lo smoking

Lo smoking è nato per le cene informali della sera, non per le cerimonie. Ecco perché il galateo lo esclude dal matrimonio e che cosa indossare al suo posto.

Il sarto della Maison cuce a mano il tight di uno sposo, in bianco e nero

Nei film e nei matrimoni americani lo sposo indossa quasi sempre lo smoking. In Italia, e in tutta la tradizione sartoriale europea, è invece una scelta che il galateo non contempla: lo smoking è un abito da sera, nato per un’occasione molto diversa da una cerimonia nuziale. Capire da dove viene aiuta a capire perché.

Un abito nato per le cene informali

La sua storia comincia a Londra, nel 1865. Secondo gli archivi di Henry Poole & Co, la sartoria di Savile Row che vestiva la casa reale, il Principe di Galles, il futuro Edoardo VII, chiese una giacca corta da indossare alle cene informali nella sua residenza di campagna di Sandringham, al posto del frac. Nacque così la dinner jacket: un abito di comodità per la sera tra amici, non un abito da cerimonia.

Qualche anno dopo la giacca attraversò l’Atlantico. A New York la adottarono i soci del Tuxedo Club, e da allora gli americani la chiamano tuxedo. In Italia ha preso il nome di smoking, dalla giacca da fumo che i gentiluomini indossavano dopo cena.

Il matrimonio è una cerimonia del giorno

Il galateo distingue da sempre gli abiti del giorno da quelli della sera. Per le nozze, l’abito più formale è il tight: Debrett’s, l’autorità britannica del galateo, lo indica come l’abito tradizionale degli uomini al matrimonio e lo riserva alle cerimonie che cominciano prima delle sei del pomeriggio. Persino per un matrimonio serale di grande formalità, l’alternativa prevista dal galateo è il frac, non lo smoking.

Il nero vuole la luce della sera

C’è anche una ragione estetica. Lo smoking nero, ricorda The Black Tie Guide, la guida di riferimento sull’abito da sera, prende il suo colore dall’ambiente in cui è nato: la sera, la luce artificiale. Alla luce del giorno il nero si appiattisce, perde profondità e spegne l’incarnato. Per questo il tight usa il grigio, le righe sottili, il gilet perla: colori che vivono di luce naturale.

Una consuetudine americana

Negli Stati Uniti gli abiti formali da giorno, come il tight, sono quasi scomparsi nel dopoguerra, e lo smoking è diventato l’abito della festa a ogni ora, matrimoni compresi. È un’abitudine che il cinema ha reso familiare anche da noi, ma resta estranea alla tradizione italiana ed europea, dove il tight continua a essere l’abito dello sposo.

Che cosa indossare, invece

  • Il tight, l’abito più formale, per le cerimonie di giorno: giacca con le code, pantalone a righe, gilet grigio perla.
  • Il mezzo tight, con la giacca senza code, per una cerimonia di giorno elegante ma meno solenne.
  • L’abito blu o grigio, a due o tre pezzi, in tutti gli altri casi. Il beige solo per il matrimonio al mare; il lino mai, perché si stropiccia e toglie solennità alla giornata.

Quando lo smoking è giusto

Lo smoking ha comunque un suo momento: la sera, quando la cerimonia è finita. Molti sposi lo scelgono come cambio d’abito per la festa e il taglio della torta, quando le luci si abbassano e si comincia a ballare. Ed è l’abito giusto per gli invitati quando l’invito a una festa serale indica black tie.

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